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Untitled 2006

Questo è il nostro secondo lavoro sullo spazio..in assoluto il più importante..da qui abbiamo mosso i nostri passi più significativi..un progetto durato quasi un anno e realizzatosi solo grazie alla nostra tenacia, alla forza con la quale ci credevamo..Nato per la mostra “Territori Sensibili” dell’ Accademia di Belle arti di Rimini, è stato un perfetto terreno di ricerca dell’approccio ad un luogo ed al cambiamento di questo nella prospettiva comune..
Rendere intimo al visitatore uno spazio che nasce come residuo, come “dimenticatoio”..

Una soffitta che diventa casa..

“Untitled” 2006 (modellino in scala)

Cosa ci rende davvero intimi con i luoghi?

La mia ricerca verte sull’indagine del concetto d’intimità, sull’esistenza o meno di una sua idea, o forma, UNIVERSALE..voglio sapere se è costituita dagli oggetti..ed è perciò trasportabile..o se si tratta di un’aura pre-esistente in alcuni luoghi..

questo spazio è una parentesi lenta, aperta alla discussione, alla condivisione di emozioni ed immagini..per capire più dello spazio intorno a noi, come proiezione dei luoghi dentro di noi.. 

da: “Untitled” 2006

Modello le certezze
e Ritaglio me stessa,
respiro l’aria buona
nelle mani è danza.
Nell’atrio del cuore
miei soffici pensieri:
appendo solo quadri
Della mia lingua madre
Ballano le preziose
Note che non ricordo.
è lì che ogni notte
Sopra muri di carta
mi alzo e rimango.
ma so di dove siete
Farfalle trasparenti
Volano nella pancia,
storie di sguardi
Il frigo sempre pieno.
ma fuori mi richiudo,
e poi tutto d’un fiato
Sulla punta laccata
è dentro che mi schiudo
Nuove case su case
Stan dietro l’orizzonte,
mi piace ritornare.
Col tempo che mi resta.
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